• Il camp estivo che hai sempre sognato è a Desio!

    Il camp estivo che hai sempre sognato è a Desio!

    IL CAMP ESTIVO A MISURA DI BAMBINO, il più innovativo e coinvolgente della Brianza, torna nel periodo di Natale, per un'altra settimana fantastica di sport!

    Ragazzi, iniziate a prepararvi! ;-)

    Per info alessandrocrisafulli@libero.it

“Aspettiamo che ci scappi il morto?”. Da via Agnesi un coro di proteste per la viabilità

(foto tratta da web)

I cittadini residenti lungo la via segnalano i quotidiani e significativi pericoli che corrono coloro che “vivono” via Agnesi, specialmente durante gli orari di entrata e uscita degli alunni degli istituti superiori. In un tourbillon di auto che sfrecciano, motorini che schizzano, bici che sgommano, pedoni che cercano di salvare la pelle. “Non sappiamo quale sia la soluzione, non spetta a noi trovarla – dicono – ma la si trovi!”.

Pubblicato in L'artigiano del mese | Scrivi un commento

PD a convegno. “Prospettive Democratiche”. E nel volantino spunta un accenno di… bacio gay.

Dal 26 al 28 convegno del PD a Desio con personaggi importanti.

Qui il programma dei lavori.

Tra le foto del volantino ecco spuntare…. effusioni particolarissime.

PD prospettive democratiche

Pubblicato in L'artigiano del mese | Scrivi un commento

La barzelletta del “centro culturale islamico”. Il capo dei pakistani, “eravamo in 12…..”. Ora sono 2.000.

ESEMPI DI ATTIVITA’ CULTURALE PER GIOVANI E FAMIGLIE IN UN “CENTRO CULTURALE ISLAMICO” DI DESIO

 

Pubblicato in L'artigiano del mese | 6 Repliche

#SuperMoschea, perchè no?

DESIO – “Moschea? Ma quale moschea? Sarebbe un centro islamico. E perchè no? Se ne hanno bisogno, se hanno il titolo per farlo, non possiamo fare discriminazioni”. Il termine moschea, al sindaco di Desio Roberto Corti, sembra proprio non piacere. Non lo ritiene adeguato, evidentemente. Ma tant’è, lo sanno tutti, lui compreso: ciò che vogliono realizzare i musulmani di Desio è una moschea. Anche se probabilmente non avrebbe la struttura architettonica di quelle realizzate nei paesi arabi, ne avrebbe le stesse identiche funzioni: luogo di culto, di incontro, di scuola coranica. Del resto, anche le chiese cristiane hanno forme diverse, possono essere quadrate, rettangolari, esagonali o tonde…conta la sostanza, non la forma. Non gli piace il nome, ma non gli dispiace l’idea. Anzi, seppur non esprire un assenso definitivo e ufficiale, sembra con le sue parole spianare la strada ai musulmani, che hanno chiesto nero su bianco la realizzazione ex novo di un “luogo di culto” in un terreno all’incrocio tra le vie Rossini e Roma, nel quartiere residenziale dei Prati: un edificio di due piani, ciascuno di mille metri di superficie. “Alcuni mesi fa siamo stati proprio noi a incontrare tutti i rappresentanti delle varie congregazioni religiose sul territorio – spiega il primo cittadino – dicendo loro che se hanno bisogno di nuovi spazi di fare apposita richiesta, ma a una condizione che sul terreno in oggetto avessero dei diritti di proprietà o quanto meno una promessa concreta di averli a breve. So che l’area in oggetto è privata, un terreno attorniato da alte siepi, accanto al campo da calcio, ma non abbiamo ancora verificato tutta la documentazione”. Gli islamici hanno chiesto un cambio di destinazione d’uso, “il terreno credo fosse già a servizi – dice il sindaco – andrebbe modificata la destinazione, per renderlo adatto alla costruzione di luoghi di culto. Verificheremo per elaborare la risposta ufficiale”. Di certo, non è affatto contrario e anzi ripone piena fiducia nei proponenti: “Parliamo dell’associazione culturale che fa riferimento al centro islamico di via Forlanini – dice – e da parecchi anni collabora con noi, con altre associazioni sul territorio, con i Missionari Saveriani, in maniera molto positiva, per promuovere iniziative come la marcia della pace, il festival dei popoli, la scuola di cucina etnica e la scuola di italiano per stranieri. È una realtà molto attiva e sempre nella direzione giusta”. Qualche mese fa gli stessi rappresentanti dell’associazione Minhaj Ul Quran avevano in qualche modo anticipato la richiesta, che già fecero parecchi anni fa, suscitando un polverone di polemiche e proteste. Quando ci sono le loro feste più importanti, infatti, arrivano addirittura 1500 – 2000 musulmani da tutto il circondario e avere come punto di riferimento uno scantinato di circa 150 metri quadri non è più adeguato.

 

 

Pubblicato in L'artigiano del mese | 8 Repliche

Desio, arriva la super moschea. Contento?

DESIO – In tutti questi anni si sono affollate voci, spifferi, mezze ammissioni, polemiche, tante polemiche, fino ad arrivare a pesantissime tensioni. Politiche ma anche sociali, con marce e manifestazioni. Adesso, proprio adesso, c’è tutto, nero su bianco, ufficiale, concreto: la comunità islamica di Desio chiede ufficialmente una “super moschea” sul territorio, che possa essere nuovo epicentro per le migliaia di fedeli di Allah di Desio e di tutta questa fetta della Brianza. Non chiede un luogo da adibire per l’occorrenza. Chiede di poter costruire, dalle fondamenta, il nuovo centro islamico. Nel cuore della città, in un terreno verde tra via Rossini e via Roma. Un edificio di due piani, di mille metri quadrati ciascuno di superficie. Quindi 2mila metri in totale. Circa 10 volte tanto quella attualmente a disposizione in uno scantinato di via Forlanini.

Una notizia che farà certo discutere, ancora e parecchio, visto anche che il momento sul fronte internazionale è davvero caldissimo sul fronte dei rapporti tra cristiani e musulmani. Una “patata bollente” da gestire, sicuramente, per l’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Roberto Corti, che sulle voci passate ha sempre minimizzato. Il passo ufficiale, deciso, è stato fatto di recente – passando totalmente sotto traccia – dal leader della comunità pakistana di Desio: si chiama Khalid Mehmood Khaldi ed è il presidente dell’associazione Minhaj Ul Quran. Una realtà molto sana, per quanto ha dimostrato negli anni scorsi, impegnatissima in numerose iniziative sul territorio proprio per il dialogo interreligioso, all’interno del Coordinamento Desio Città Aperta. Marcia della pace, festa dei popoli e mille altre iniziative all’insegna dell’integrazione. Un ottimo lavoro che adesso vorrebbero trasferire in una “moschea” più grande e adatta di quella attuale, che si trova in via Forlanini. Per avere l’autorizzazione ad avviare i motori delle ruspe, Khaldi, nome non noto alle cronache cittadine, ha inviato una apposita osservazione al Piano di governo del territorio, chiedendo al Comune di rendere edificabile quell’area. Laddove, oggi, c’è un’area privata, attorniata da una siepe. I pakistani, sicuramente, hanno tutto pronto, perchè ci lavorano ormai da un decennio: in tutto questo periodo hanno continuato non solo a cercare un luogo e una soluzione ritenute ideali ma anche a raccogliere i fondi tra i fedeli. Che adesso ci sarebbero: centinaia di migliaia di euro pronte, probabilmente, per realizzare la nuova moschea, da adibire a vero e proprio centro cultarale islamico, oltre che a luogo di culto. Adesso si attende il delicatissimo responso del Comune. Ma anche la reazione dei tanti residenti della zona che nulla sapevano del progetto “segreto” dei musulmani.

Pubblicato in L'artigiano del mese | 13 Repliche

“Ormai è una città di barboni, zingari ed extracomunitari”. (Mister x dixit)

DESIO – Ormai fa fatica a tenere i conti. E non per l’età. Per la rabbia. Appena, riesce a recuperare un po’ di lucidità, li aggiorna. È costretto ad aggiornarli: quarto furto subito nella sua abitazione, negli ultimi tre anni. Tanti, troppi. Decisamente troppi. Il bilancio è di un noto politico di Desio, già assessore, ora semplicemente consigliere comunale. Non ha più voglia nemmeno di dire il nome, perchè vuole evitare ulteriori guai, come se fosse un accanimento. Di certo, non ne può più. L’ultimo raid subito nella sua graziosa abitazione in pieno centro città, domenica. In pieno giorno. E per di più con uno dei figli grandi dentro casa. Proprio come l’ultima volta, appena un paio di mesi fa, quando in casa c’erano addirittura dieci persone e i ladri sono riusciti ugualmente ad agire indisturbati. “E’ inaccettabile – sbotta – che uno la domenica mattina alle 11 non possa andare sereno alla Messa, per tornare e trovarsi queste sorprese, che ormai non sorprendono più. Ma come è possibile? In che mondo viviamo?”. Furibondo, si sfoga davanti al palazzo municipale, insieme ad alcuni colleghi politici: “Un figlio era appena uscito e l’altro era in casa – racconta – questa gente ha scavalcato e poi è entrata da una porticina. In un attimo hanno portato via un tablet e un portafoglio con dentro 50 euro. Poi sono spariti. Non se ne può più”. Il portone di casa era chiuso ma una porticina secondaria no: “Ma nemmeno in pieno giorno si può stare tranquilli? Bisogna barricarsi in casa 24 ore su 24? Basta!”. L’ultima volta sparirono alcuni gioielli e una collezione di penne: un saccheggio a più riprese. Non ce l’ha con nessuno, ma chiede più sicurezza, di fare qualcosa, non di trincerarsi dietro le difficoltà, per quanto reali. “Io non credo che a Seregno o Cesano la situazione dei furti sia la stessa – afferma -. Secondo me è un problema di degrado, davvero, specialmente del centro di Desio. E’ un susseguirsi di edifici pubblici fantasma, una casbah di stranieri, un viavai di zingari e mendicanti. È tutto fatiscente, senza manutenzione. È logico che poi la sicurezza diminuisce e succedono queste e altre cose negative”. “Bisogna vendere il patrimonio pubblico inutilizzato – afferma -, bisogna permettere la nascita di nuovi negozi, bisogna riqualificare, vivacizzare, non si può bloccare tutto, pensando che dietro ogni iniziativa privata possa esserci lo zampino della malavita organizzata”. Al di là dello scenario generale – condito dalla presenza costante di numerose carovane di rom, che si spostano da un piazzale all’altro ma non se ne vanno mai – resta il problema dei furti: se è vero che nel cuore dell’estate solitamente aumentano, quest’anno sembra che anche i rientri non abbiano scoraggiato i ladri, che continuano a colpire anche con le case abitate. Nonostante gli enormi sforzi dei carabinieri.

Pubblicato in L'artigiano del mese | 2 Repliche

#SOScuscini … NON DORMIRE! :-) Sostienici anche tu!

Ciao, avrei bisogno di 100 Cuscini per allestire un “dormitorio” per un torneo di calcio giovanile che vedrà l’arrivo a Monza, Desio e in Brianza di altrettanti bambini da tutta Europa, Spagna, Germania, Finlandia, Polonia, Irlanda, oltre che Calabria e Sicilia. Abbiamo le brandine ma ci mancano dei cuscini per rendere la loro permanenza notturna più comoda e riposante. Così ho deciso di lanciare la campagna #SOScuscino qui, e su twitter. Chi non ha in casa un cuscino in più, con la sua federa, magari anche vecchio ma in buone condizioni? Dai, forza, se lo avete dateci una mano! Trasformiamo questa necessità in un “gioco a tempo”…. Ci servono entro il 17 settembre….. Il centro di raccolta è presso la sede della Croce Rossa di Desio in via Milano 304 (che ringrazio!) dove si potrà portare il proprio cuscino, lasciando il proprio nominativo.

Ringrazieremo tutti, uno per uno, con un piccolo omaggio (che si potrà ritirare più avanti, appena pronto). E, dopo il torneo, regaleremo i nostri, i vostri 100 cuscini, a una Associazione che può averne bisogno, magari per persone senza tetto o dormitori “sociali”. Per eventuali altre info, alessandrocrisafulli@libero.it GRAZIE!

Pubblicato in L'artigiano del mese | Scrivi un commento

Desio muore, salviamo Desio.

DESIO – Fino a poco tempo fa, Desio si vantava di essere la “capitale” brianzola dei servizi pubblici. Un fiore all’occhiello che la città si metteva, e che i desiani apprezzavano, per recuperare, diciamo così, il suo svantaggio estetico e commerciale verso altre città vicine come Monza e Seregno. Adesso, però, anche quel “fiore” si è drasticamente appassito. E non rimangono che le luci spente, le lamentele, il crollo dell’indotto economico.

La mazzata è arrivata con la duplice chiusura di tribunale e giudice di pace, verificatasi negli ultimi mesi. Che, tra l’altro, è andata ad aggiungersi a quelle recenti – sempre nel centro storico – dell’Agenzia delle Entrate e della vecchia casa di riposo. Una desertificazione veloce e inesorabile, a quanto pare, che fa tremare sempre più coloro che hanno una attività nei pressi di questi servizi pubblici. Baristi in primis, che hanno perso centinaia, migliaia, di clienti reali e potenziali, se si considerano tutti i lavoratori di queste strutture, ma anche gli utenti, desiani e dell’intero circondario, che vi affluivano quotidianamente.

“Ogni servizio pubblico che chiude è un pezzo di città che muore – dice Vincenzo Cellamare, che gestisce l’Elite Cafè, in pieno centro, uno dei bar più apprezzati della zona -. E ne soffre tutto l’indotto. Noi bar, ma anche gli altri negozi”. Un duplice danno, quindi: non solo Desio non ha più quei servizi a portata di mano, sotto casa, ma deve anche scontarne una “pena” economica: “Qui non ci si rende conto di quanto si fa fatica a portare avanti un bar, come un negozio – prosegue Cellamare -, quante spese ci sono, quante incombenze. Se poi ti vengono meno i clienti, come fai? Qui tra tribunale e giudice di pace parliamo di decine e decine di lavoratori, più tutti gli utenti, che non verranno più. Non te la puoi nemmeno prendere con il Comune, in questo caso, visto che sono scelte del Ministero, ma devi rimboccarti le maniche e andare avanti”. Come lui, non possono che essere preoccupati tutti i gestori dei bar nei pressi delle due strutture di via Matteotti e via Monsignor Galli. “Venivano molti dipendenti qui – dice una collega di via Garibaldi – adesso non se ne vedrà più”. E se già negli ultimi anni sono tanti i locali che hanno alzato bandiera bianca, abbassando la saracinesca, il rischio è che altri, a ruota, possano seguire. Di certo, il turn-over fra i gestori è molto alto, con continui cambi di proprietà. Segno dei tempi e della crisi, che potrebbe aggravarsi a causa di quel fiore all’occhiello che, petalo dopo petalo, sta perdendo tutta la sua forza. Di contro, l’Amministrazione sta cercando di dare una mano alle attività del centro storico, con una serie di manifestazioni che attirino qui non solo i desiani ma anche i residenti nel circondario. Un modo per mettere almeno una “pezza” a un problema ormai sempre più evidente.

Pubblicato in L'artigiano del mese | 2 Repliche

Onore all’onorevole. Che ne pensi? Tu cosa avresti fatto?

 

DESIO – Succede. E – purtroppo – fa impressione. Una storiella tanto normale, quanto eccezionale. Con un finale a sorpresa.

Succede che un pomeriggio, in un grande magazzino di Desio, ti capita di trovare una mosca bianca. Una persona che, mentre è quasi arrivato a casa, si accorge di uno scontrino sbagliato e torna indietro, al negozio, per pagare. Una retromarci dell’onestà.

Protagonista un ragazzo di 30anni, che abita in città (indizio: temporaneamente lavora a Roma) e ha sempre fatto l’idraulico. Entra nel negozio di via Mascagni gestito dai cinesi e fa alcuni acquisti. Alla cassa, paga, ritira il suo scontrino, saluta e se ne va. Pochi minuti dopo, in auto, viene assalito da un dubbio. Accosta e scruta lo scontrino. Non ha preso molti prodotti, quindi balza subito all’occhio un errore. Mentre di solito, si controlla lo scontrino per evitare brutte sorprese (quante volte la cassiera, per sbaglio, segna doppio uno stesso oggetto!), lui lo guarda per fugare un dubbio. Già, all’addetta è sfuggito un piccolo contenitore con dentro un attrezzo. E non ha conteggiato il costo: 3 euro e 50 cent.

Il ragazzo allora, senza tentennamenti, fa inversione. Sulla soglia del bazar, annuncia l’errore alla guardia giurata, che lo guarda come fosse un alieno. Idem, dopo, la cassiera. Quindi, paga, saluta e se ne va. Con un sorriso.

Questa è la storia, a lieto fine. Il protagonista? Un politico. Un deputato della Repubblica Italiana. Chi lo conosce è certo: lo avrebbe fatto anche se si fosse trattato di 3.500 euro. Che dire: onore all’onorevole.

Pubblicato in L'artigiano del mese | 6 Repliche

Furti, ancora furti…

 

Qui il gruppo Facebook del Gruppo “Controllo del vicinato”.

Fate segnalazioni!

 

Pubblicato in L'artigiano del mese | 1 Replica