Forno di Desio. Il triste “balletto” dello studio epidemiologico.

 

 

fornox

tratto da IL GIORNO

Uno studio epidemiologico circa gli effetti sulla salute dei cittadini provocati dalle emissioni dell’inceneritore di Desio. Dopo oltre cinque anni di rinvii, causati dall’eccessivo costo stimato, sembra che l’amministrazione di centrosinistra sia intenzionata a provarci. In questo senso è stata convocata per mercoledì 17, alle 21, in sala del consiglio comunale, una Commissione territorio durante la quale, alla presenza di numerosi esperti del settore, si valuterà l’ipotesi di uno studio “low cost”.

“Un modello semplificato – spiega l’assessore Stefano Guidotti – che costerebbe circa 25mila euro. In sostanza si individua una zona di ricaduta dei fumi, si confronta con una zona attigua dove non ricadono i fumi e si studiano le patologie, in quel territorio, in quel momento. Dobbiamo capire che tipo di attendibilità possano avere dati di questo tipo”.

Alla seduta, aperta a tutti, parteciperanno Ennio Cadum di Arpa Piemonte, Paolo Crosignani, dell’istituto dei tumori di Milano, Luigi Ferreri sindaco di Madone (sindaco della bergamasca che ha commissionato uno studio analogo), Luca Cavalieri d’Oro responsabile del servizio di Epidemiologia dell’Ats Brianza e Roberto Cecchetti, direttore nello stesso ente del dipartimento di Prevenzione medica. Sono stati invitati anche i membri delle Commissioni territorio di Bovisio, Nova e Varedo.

Chi ha sbloccato la questione con un lavoro costante e certosino – dopo che nel 2010 era stato approvato un ordine del giorno per effettuare lo studio, mai applicato in questi anni – è stato sicuramente il Movimento 5 Stelle. Capace di smuovere l’immobilismo dell’Amministrazione. Con il lavoro ai piani alti del consigliere regionale Gianmarco Corbetta e, in città, della consigliera Sara Montrasio: “La giunta ha sempre sparato a caso un costo di 300mila euro – sostiene la battagliera consigliera -, e Corti ha perso tutti questi anni a chidere che la Regione o Bea sostenessero la spesa. Noi abbiamo saputo dello studio effettuato a Vercelli, che ha un impianto molto simile al nostro e che ha mostrato una incidenza nel rischio di tumori. Poi abbiamo contattato Paolo Crosignani e saputo da lui che per effettuare questo tipo di studio il costo è di 25mila euro, non certo di 300mila. Per questo abbiamo chiesto una sua audizione in Commissione”. Senza i determinati e determinanti input del Movimento 5 Stelle la questione rischiava di essere ancora ferma al palo. Adesso, invece, la soluzione sembra a portata di mano.

I dati emersi a Vercelli sono tutt’altro che rassicuranti.I risultati della mortalità mostrano rischi più elevati nella popolazione esposta per la mortalità totale, escluse le cause accidentali (+20%). Anche per i tumori maligni si evidenziano rischi più alti tra gli esposti rispetto ai non esposti (+60%), in particolare per il tumore del colon-retto (+400%) e del polmone (+180%). Altre cause di mortalità in eccesso riscontrate riguardano la depressione (rischio aumentato dell’80%), l’ipertensione (+190%), le malattie ischemiche del cuore (+90%) e le bronco pneumopatie cronico- ostruttive negli uomini (+ 50%).

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12 Commenti

  1. marco beretta
    Pubblicato il 15 Febbraio 2016 alle 22:51 | Permalink

    Mah, francamente la differenza tra l’assessore Guidotti e il movimento 5 stelle (con l’esclusione dell’eccellente consigliere Paolo di Carlo che personalmente rimpiango) mi sembra tutta nell’approccio…Il primo convoca una commissione per quello che è, cioè, come dice, per capire…(tra l’altro facendo lo sforzo di sbattersi per mettere insieme un gruppo di esperti di tutto rispetto a beneficio dei commissari)…Gli altri vanno sui giornali prima ancora della commissione, perchè non VOGLIONO capire, ma hanno una fregola di APPARIRE. Insomma sostanza contro apparenza. Magari è utile – per pochi-capire la differenza tra uno studio low cost, come quello proposto dal professor Crosignani e uno studio più approfondito, come è stato quello su Vercelli. Ma evidentemente ai più interessa solo fare campagna elettorale, sull’unico argomento sul quale possano far presa e che deve essere ovviamente “affare loro”… Si citano qui i risultati dello studio di Vercelli senza citare il fatto che lo studio proposto dal professor Crosignani non porterà allo stesso risultato, ma -semmai- sarà propedeutico per uno studio più approfondito, cosa peraltro auspicabile. Mentre chi studiava le carte dello studio di Vercelli, cercava di capirne la fattibilità a Desio e di ricostruire- con fatica, lavoro ed impegno- l’iter che ha portato a fare uno studio del genere, altri lo irridevano accusandolo di “fare voli pindarici” (cit. MONTRASIO) mentre loro, i primi della classe o quelli per i quali è importante APPARIRE sempre i primi, perchè certo loro sono il TOP,con una semplice telefonata sondavano la disponibilità del prof. Crosignani per fare uno studio. “Bastava alzare il telefono, no?” (cit. MONTRASIO) Peccato che, come spiegherà lo stesso prof. Crosignani mercoledi’ in commissione, se uno ha la voglia e l’interesse di ascoltarlo,i due studi sono su piani ben diversi:l’uno non esclude l’altro, ma è indispensabile tenere presente la differenza.Ci sarebbero altre cose da dire, dalla gara a doppio oggetto in avanti, ma mi fermo. Ho detto all’assessore Guidotti : mettiti sullo stesso piano, mercoledì vai dal parrucchiere, metti una bella cravatta, porta il tuo cellulare in commissione e fatti un bel selfie con il professor Crosignani da postare su facebook. Siccome lo conosco, so che non lo farà. Per fortuna.
    Cordiali saluti,

  2. giulia
    Pubblicato il 16 Febbraio 2016 alle 16:45 | Permalink

    di grazia beretta, se ne faccia una ragione: paolo di carlo e sara montrasio lavorano insieme e decidono insieme. lo facevano prima e lo fanno ora a parti inverse.
    lei si limiti a raccontare quello che fate o non fate voi.
    quello che avrà da dire il dottor crosignani lo dirà il dottor crosignani.
    piuttosto lei che fa parte della maggioranza ci sappia dire quanti soldi intendete tirar fuori per finanziare il progetto. e quando. che sono già due volte che votate per fare le analisi, ma passano gli anni e non succede nulla.

  3. marco beretta
    Pubblicato il 16 Febbraio 2016 alle 21:35 | Permalink

    Cara Giulia,

    che vuole che le dica…me ne farò una ragione.Io mi limito d’altra parte a raccontare quello che facciamo e non facciamo, cosa che avete la pretesa di fare voi. Peraltro in maniera fuorviante: prima ancora di sentire quello che avrà da dire il dottor Crosignani, avete già stabilito o volete far intendere, come si evince chiaramente dalla dichiarazione riportata qui sopra dal consigliere Montrasio, che lo studio è lo stesso di quello fatto in Piemonte ma ad un costo inferiore…”Noi abbiamo saputo dello studio effettuato a Vercelli, che ha un impianto molto simile al nostro e che ha mostrato una incidenza nel rischio di tumori. Poi abbiamo contattato Paolo Crosignani e saputo da lui che per effettuare questo tipo di studio il costo è di 25mila euro, non certo di 300mila”, quando nello studio del dottor Crosignani neppure è contemplata la valutazione dell’incidenza di patologie tumorali…ma tant’è. Tutto fa brodo. Capire, comprendere, valutare l’attendibilità di un processo e poi stabilire quanto investire e quando:questo è un approccio serio, non andare a fare dichiarazioni sui giornali prima ancora che ci sia stata la commissione al solo scopo di darsi una visibilità.
    Cordiali saluti

  4. Letizia
    Pubblicato il 17 Febbraio 2016 alle 18:52 | Permalink

    Uno studio epidemiologico senza l’analisi delle ricadute dei fumi sul terreno che valuti il tipo di inquinanti e la loro provenienza ( forno, fabbriche etc…) è semplicemente ridicolo, serve solo ai politici per vantarsi di aver fatto qualcosa!
    Poveri noi, in che mani siamo!

  5. gionni
    Pubblicato il 18 Febbraio 2016 alle 14:18 | Permalink

    uno studio di tipo statistico su un campione così limitato è totalmente insignificante da un punto di vista scientifico.
    ci sono voluti decenni di studi a livello mondiale per correlare fumo e tumore al polmone, o amianto e asbestosi, e si vuole trovare una correlazione tra l’inceneritore e TUTTI i tumori con uno studio di 25k€ su 50-100 mila persone?

  6. marco beretta
    Pubblicato il 18 Febbraio 2016 alle 18:23 | Permalink

    Infatti le patologie oncologiche sono escluse,trattandosi di uno studio caso-controllo,come e’ stato ampiamente spiegato ieri sera in commissione,per chi ha voluto essere presente e ha avuto la pazienza di ascoltare…il fatto che da in punto di vista scientifico questo tipo di studio sia significativo,pur con dei limiti evidentemente,e’ stato confermato da almeno due epidemiologi presenti e di fama internazionale. Quindi,caro Gionni,con tutto il rispetto…
    Cordiali saluti

  7. Letizia
    Pubblicato il 19 Febbraio 2016 alle 13:25 | Permalink

    Che significa “le patologie oncologiche sono escluse” ? Cercheremo il numero di ipertesi o di malati di bronchite? Ancora più ridicolo!

  8. giulia
    Pubblicato il 19 Febbraio 2016 alle 14:20 | Permalink

    https://rifiutizerolecco.wordpress.com/2016/02/06/inceneritori-e-salute-lintervento-del-dott-crosignani-alla-serata-medici-e-tecnici-parlano-ai-cittadini/

    per chi mercoledì sera non c’era. qui il dottor crosignani parla dello studio fatto sull’inceneritore a madone e sulla centrale a carbone di vado ligure.
    https://rifiutizerolecco.wordpress.com/2016/02/06/inceneritori-e-salute-lintervento-del-dott-crosignani-alla-serata-medici-e-tecnici-parlano-ai-cittadini/
    a proposito letizia, qui l’unica cosa ridicola è il suo commento: non so che competenze abbia lei in campo medico, ma uno studio seguito dall’università di pavia e dal dottor crosignani, è quanto di più serio ci possa essere. se ha trovato il tempo di scrivere le sue stupidaggini, troverà anche il tempo di andare a cercare il curriculum del dottor paolo crosignani. così la prossima volta, prima di scrivere, magari si informa ed evita di fare queste figure.

  9. Letizia
    Pubblicato il 20 Febbraio 2016 alle 20:57 | Permalink

    Grazie per il link, la conferenza ha confermato i miei dubbi : studio sulla morbilità generica per classi di età , nessun dato su quali inquinanti vengono studiati. Una domanda che nessuno ha posto: come mai i fumi dell’inceneritore vanno verso nord ovest ed i fumi delle altre fabbriche verso sud est?
    Attendo risposte “competenti”

  10. giulia
    Pubblicato il 21 Febbraio 2016 alle 13:48 | Permalink

    Dipende dall’altezza del camino e dalla temperatura raggiunta. Se poi ha bisogno di uno schemino anche per le tabelline mi faccia sapere.

  11. giulia
    Pubblicato il 21 Febbraio 2016 alle 14:01 | Permalink

    Se poi volete approfondire il tema potrete rivolgere direttamente le vostre domande al dottor crosignani che il 24 febbraio sarà a seregno. http://www.dareunanima.com/

  12. marco beretta
    Pubblicato il 21 Febbraio 2016 alle 22:48 | Permalink

    Gentile Letizia,

    che uno studio caso-controllo come quello proposto dal dottor Crosignani abbia molti limiti rispetto a uno studio con un modello a coorte, cioè su tutta la popolazione residente, condotto con prelievi ed esami a tappeto, criteri di esclusione in base alla storia clinica dei soggetti,e che tiene conto di modi e soprattutto tempi di esposizione direi che è assodato e non è neppure da discutere. L’importante è che la cosa sia chiara, per evitare confusione. Del resto non per nulla i costi da sostenere per effettuare l’uno o l’altro sono molto diversi e, torno a dire, non sono la stessa cosa, come qualcuno affrettatamente ed erroneamente ha fatto credere.Ciò non toglie, almeno da quello che è emerso in commissione e da quello che è stato ribadito da persone la cui competenza è fuori discussione,che pure il primo approccio abbia una valenza scientifica e possa essere utilizzato, pur con tutti i suoi limiti.Per quel che riguarda il diverso orientamento dell’area di ricaduta dei fumi del termovalorizzatore di Filago e degli stabilimenti produtttivi della zona, a parte le corrette considerazioni fatte da Giulia,mi sembra di ricordare – ma vado a memoria- che sia stato detto in commissione che è presente un rilievo collinare a ridosso dell’impianto che condiziona l’orientamento dell’area di ricaduta.
    Cordiali saluti,

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