Forno inceneritore Desio: chiuderlo subito.

 

 

Made in Desio, una vita fa, prima ancora che il Comitato per l’Alternativa e poi il Movimento 5 Stelle avessero iniziato le loro battaglie e le loro indagini, aveva definito il FORNO INCENERITORE…
IL POSTO MENO TRASPARENTE DI DESIO E DELLA BRIANZA.

Lo avevamo capito. Troppi i segnali.

Grazie allo strepitoso lavoro di Gianmarco Corbetta del M5S adesso ABBIAMO ANCHE LE PROVE. VERGOGNOSE.

Quanti, ma quanti sono chiamati ora a dare risposte? Spiegazioni? Soprattutto ai cittadini.

Ecco il comunicato di Corbetta.

Emissioni inceneritore Desio: M5S scopre decine di contestazioni dell’Arpa, ipotesi di reato e mancate diffide. Corbetta (M5S): situazione preoccupante, impianto da chiudere, subito un’indagine epidemiologica.

Il Movimento 5 Stelle Lombardia è venuto in possesso, tramite una richiesta di accesso agli atti ad Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), di tutta la documentazione relativa ai controlli ambientali effettuati negli ultimi 10 anni sull’inceneritore di Desio da cui sono emerse decine di contestazioni e addirittura 6 segnalazioni alla Procura Penale della Repubblica per ipotesi di reato, di cui l’ultima nel 2014.

Tra le varie contestazioni di Arpa, si trovano: l’inosservanza dei limiti, il mancato rispetto delle prescrizioni autorizzative, la scarsa attenzione alle procedure di controllo delle emissioni, le mancate verifiche periodiche dei un sistema di monitoraggio, l’omessa vigilanza sulla gestione dei parametri della combustione con conseguenti picchi di emissioni, l’insufficiente attenzione agli andamenti emissivi, il mancato blocco del carico dei rifiuti, le mancate verifiche delle cause del persistente superamento dei limiti, la violazione del numero massimo di sforamenti ammessi, il monitoraggio non ottimale per alcuni inquinanti, alcune manchevolezze legate al sistema di gestione, l’errata interpretazione del valore limite per un inquinante con conseguente sforamento, l’invalidamento dei dati senza spiegazioni plausibili, i superamenti dei limiti emissivi non comunicati alle autorità competenti, lo spegnimento indebito di un sistema di monitoraggio ed altro ancora.

Clicca e continua…

E’ stato un lungo lavoro di analisi e alla fine ne è uscito un quadro a dir poco allarmante con tantissime contestazioni che non riguardano banali irregolarità formali, ma gravi problemi legati alla corretta gestione operativa del forno. E lo dimostra il fatto che da queste contestazioni sono scaturite ben 6 segnalazioni in Procura Penale della Repubblica per ipotesi di reato. Sei segnalazioni in Procura nell’arco di 10 anni sono un’enormità, ci rendiamo conto della gravità dei fatti?” – così il portavoce regionale del M5S al Pirellone Gianmarco Corbetta.

“Il tutto – continua Corbetta – è avvenuto nel silenzio assordante dei soci (Comuni e Provincia). Erano al corrente di quello che succedeva in Bea? Perché non hanno informato la cittadinanza? E’ mancato del tutto il controllo pubblico. Di fronte a questa situazione diventa più che mai urgente avviare un’indagine epidemiologica sulla popolazione residente nei pressi del forno; se ne parla da anni, costerebbe poche migliaia di euro ma non c’è mai stata la volontà politica per realizzarla. Quali effetti ha l’inceneritore sulla salute dei cittadini? Per la politica certe cose è meglio non saperle perché si rischia di mettere in serio pericolo la fusione Bea/Cem, fortemente voluta dal PD brianzolo per tenere in vita per altri 15 anni un inceneritore vecchio, inquinante e del tutto inutile come quello di Desio, in quanto non serve per i fabbisogni di smaltimento della nostra regione. L’impianto andrebbe chiuso subito!”

Dalla documentazione analizzata emerge un ulteriore elemento: per l’anno 2014 Arpa, oltre ad inviare una segnalazione in Procura, ha anche proposto a Regione Lombardia di emettere una diffida nei confronti di Bea per il mancato rispetto delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione ambientale rilasciata dalla Regione stessa (nello specifico Bea non ha convalidato alcuni dati sulle emissioni di acido cloridico che avrebbero comportato le sforamento dei limiti di legge). Regione Lombardia però non ha emesso alcun provvedimento.

Per un caso simile riguardo l’inceneritore locale, il mese scorso a Cremona si è scatenato il putiferio e la Regione è intervenuta prontamente con la diffida; in Brianza invece è passato tutto sotto silenzio. Perché? – prosegue Corbetta – E’ inaccettabile che la Regione consideri alcuni cittadini di seria A e altri di serie B. Ho già depositato un’interrogazione all’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi per chiedere conto di questa vergognosa disparità di trattamento. Tra i sindaci soci impegnati solo a prolungare la vita di un inutile forno inceneritore che andrebbe chiuso e l’assessorato regionale non pervenuto, il quadro è davvero deprimente ma io non mi arrendo! ”

PS- per un’analisi di dettaglio della documentazione Arpa:
http://gianmarcocorbetta.it/2016/01/emissioni-inceneritore-desio-m5s-scopre-decine-di-contestazioni-dellarpa-ipotesi-di-reato-e-mancate-diffide-subito-unindagine-epidemiologica/

Questo inserimento è stato pubblicato in territorio e il tag , , , , , . Metti un segnalibro su permalink. Inserisci un commento o lascia un trackback: Trackback URL.

3 Commenti

  1. Claudio Fiore
    Pubblicato il 9 Gennaio 2016 alle 16:28 | Permalink

    Con un impianto del genere sul nostro territorio, dovremmo essere tra le città più prosperose della Lombardia, invece, grazie agli amministratori degli ultimi anni, siamo viviamo nella città più tartassate d’Italia

  2. fabrizio
    Pubblicato il 11 Gennaio 2016 alle 07:30 | Permalink

    Dai tempi del famigerato Minacapelli non è cambiato nulla?

  3. Claudio Fiore
    Pubblicato il 12 Gennaio 2016 alle 13:46 | Permalink

    Continuo a dire che la musica e’ la stessa

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà mai pubblicato o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Puoi usare questi tag e attributi HTML <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*
*