Il sindaco: “Abbiamo abbassato le rette delle materne”. Anzi, sono aumentate…

Ricevo e pubblico da Vincenzo Bella.

COSTI DELLE RETTE ABBATTUTI ?

E’ vero questa giunta ha abbassato le rette.

Le ha abbassate per il 20% degli iscritti, ma per il resto sono aumentate, e per più di un terzo anche di molto.

Fino al 2012 la retta per le materne paritarie e comunale era €.145 al mese, uguale per tutti. Dal 2013 è stato introdotto un nuovo metodo di calcolo basato sull’indicatore ISEE determinando un aumento della retta, per 80% delle famiglie, ma anche una diminuzione per il restante 20 %. Dal 2016 viene attuata una riduzione differenziata rispetto ai forti aumenti precedenti, introdotti nel 2013. Così che il 20% delle famiglie continua a pagare meno rispetto alla retta del 2012 (€. 145), mentre il rimanente 80% continua a pagare di più o molto di più.

Per maggior chiarezza e trasparenza si veda la tabella sottostante con i dati ufficiali e i riferimenti alle delibere.

 

rette

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20 Commenti

  1. Marco Bossi
    Pubblicato il 9 Febbraio 2016 alle 21:27 | Permalink

    Vincenzo, il solito guastafeste… Grazie per la precisazione. Marco Bossi

  2. Sd
    Pubblicato il 10 Febbraio 2016 alle 07:15 | Permalink

    Ma non mi é chiara una cosa: nel 2012 tutti pagavano 145€ e oggi il 20% paga meno e il restante paga molto di più, ma il totale di quanto dalle famiglie é aumentato? Di quanto?
    Vorrà dire che ci sono stati aumenti nei costi del servizio… Qualcuno dovrà pure pagare questi aumenti?
    Qualcuno può spiegare?

  3. Pubblicato il 10 Febbraio 2016 alle 07:55 | Permalink

    A quanto scritto dal consigliere Bella, aggiungerei anche i costi “occulti” che deve sopportare ogni famiglia che fruisce dei servizi delle scuole materne. Si tratta di quegli euro aggiuntivi (siano pochi o molti, conta il principio) che vengono chiesti ai genitori per l’acquisto di materiale didattico, per la manutenzione degli edifici (sic!), per l’organizzazione delle feste dei piccoli alunni, per il fondo cassa che ciascuna classe istituisce per far fronte alle indisponibilità degli istituti scolastici. Sono “good practice”, secondo i più accesi sostenitori della visione più distorta della sussidiarietà, che vanno a toccare ancora il portafoglio dei genitori. Spesso si tratta di alcune decine di euro in più, ma è bene ricordare che non tutti possono permettersi di corrisponderli con tanta leggerezza. Di norma questo avviene perché “non ci sono soldi”, a parte quando si avvicinano le elezioni e, quindi, guarda caso!, la legge di stabilità ne mette a disposizione in grandi quantità per consentire di far fronte ai costi delle manutenzioni che, fino all’anno precedente alle consultazioni, erano di fatto a carico dei suddetti genitori (ca vans sans dire). Tutto questo avviene in un momento in cui la situazione economica per le famiglie è particolarmente difficile anche in provincia di Monza e della Brianza, se è vero, com’è vero, che secondo i dati della Caritas, pubblicati alle pagine 2 e 3 de “Il Cittadino” di sabato 6 febbraio, i cittadini italiani che lo scorso anno hanno fatto ricorso ai servizi delle associazioni caritatevoli è aumentato del 64%. In modo decisamente a-dogmatico, ritengo che piuttosto che concentrare energie e risorse su questioni francamente secondarie, considerato anche il numero delle platea di beneficiari (mi riferisco, ad esempio, alla “stepchild adoption”), un Governo serio dovrebbe iniziare a considerare l’ipotesi di trovare una soluzione ai grandi problemi che affliggono migliaia di famiglie giuridiche o di fatto che si trovano in condizioni appena al di sopra della soglia di povertà. Ciò consentirebbe ad un numero ben più ampio di persone di sentirsi adeguatamente tutelate da uno Stato indifferente tanto quanto le sue articolazioni territoriali.

  4. palmiro elvio gabani
    Pubblicato il 10 Febbraio 2016 alle 12:54 | Permalink

    Ringrazio Vincenzo per l’informazione; è sempre utile conoscere le decisioni che vengono prese dal nostro Comune, anche quando non ci riguardano personalmente.

  5. marco beretta
    Pubblicato il 10 Febbraio 2016 alle 14:01 | Permalink

    Non vorrei apparire come il difensore del Sindaco a prescindere , o , come direbbe il professor Bella, come colui che ha l’insana abitudine di arrampicarsi sugli specchi, ma giusto per dire la mia:avevo in mente un 150 euro invece di 145 citati dal professor Bella, ma non voglio mettere in discussione il dato sia perchè credo che lo abbia verificato -spero- sia perchè la differenza tra i due valori è minima. Mi sembra di poter dire che nè il Sindaco nè il professor Bella abbiano detto una bugia. Il discorso andrebbe contestualizzato, come in parte è stato fatto nel commento di tale Sd.

    Cordiali saluti

  6. vincenzo bella
    Pubblicato il 10 Febbraio 2016 alle 19:48 | Permalink

    Sig. SD
    Io ho solo voluto precisare che non è del tutto vero che sono diminuite le rette. Di certo il totale pagato dalle famiglie è superiore a quanto si pagava nel 2012. Questi dati può ricavarli lei stesso dalla tabella. Così come può ricavare quanto paga la singola famiglia.
    Circa l’aumento dei costi chieda al Sindaco.

  7. Sd
    Pubblicato il 10 Febbraio 2016 alle 21:15 | Permalink

    Ma quindi il totale delle famiglie di Desio che mandano figli alla scuola materna paga di più rispetto a 5 anni fa?
    Mi sembra di capire che 772 famiglie pagano in totale 135.290€ con una media di 175€ a famiglia… è evidente che il servizio “sarebbe” aumentato di oltre 30€ al mese (di media) per famiglia (a patto che il numero delle famiglia fosse lo stesso, ed è evidente che così non può essere, come non può essere che si sia stravolto).
    Perché il servizio è aumentato del 20% in 5 anni (772×145€/mese fa grosso modo 112.000€)?
    Oltretutto sono ben 622 famiglie (su 772) a pagare più di 5 anni fa…
    Continuo a non capire il perché dell’aumento…

  8. marco beretta
    Pubblicato il 10 Febbraio 2016 alle 23:40 | Permalink

    In effetti sarebbe necessario fare un ragionamento sull’aumento del costo del servizio…gli attori sono tre: Comune,scuole paritarie e famiglie.l’aumento, a beneficio delle scuole paritarie e necessario a garantire il servizio, e’ stato sostenuto in parte dal comune per la quota di sua competenza e in parte dalle famiglie.

  9. Enrico
    Pubblicato il 11 Febbraio 2016 alle 07:28 | Permalink

    Da quello che avevo capito all’epoca l’aumento del costo complessivo era inevitabile per garantire il servizio. Volendo semplificare al massimo: il servizio comunale/statale non poteva essere incrementato (credo per i soliti vincoli di bilancio/patto stabilità), le paritarie volevano più risorse per poter garantire il servizio e quindi la decisione dell’aumento. Invece di applicare per tutti la stessa tariffa si decise di introdurre il meccanismo basato sull’ISEE. Se e’ così come ricordo, il post mi sembra incompleto in quanto omette delle premesse importanti (il fatto che comunque un aumento del costo del servizio doveva essere sostenuto).

  10. gionni
    Pubblicato il 11 Febbraio 2016 alle 07:31 | Permalink

    Vedo che la discussione si è spostata sul quanto e sul perchè siano AUMENTATE le rette.
    Mi permetto di ricordare che il punto è che il sindaco ha dichiarato “Costi di rette e mense scolastiche ABBATTUTI”!
    Non vogliamo dire che il sindaco ha detto una bugia? ammettiamo almeno che ha detto una verità parziale: li ha “abbattuti” per pochi, e aumentati per molti.

  11. vincenzo bella
    Pubblicato il 11 Febbraio 2016 alle 10:48 | Permalink

    Non si perda di vista la domanda iniziale: c’è stato un “abbattimento” delle rette? No. Del resto si può discutere.
    Sig. Sd, le famiglie pagano di più rispetto a tre anni fa (31.12.2012 – 1.1.2016) e non rispetto a cinque anni fa. E comunque lei ha capito benissimo, pagano di più.
    Sig. Beretta, non tergiversi, pagano di più. Dice “a beneficio delle scuole paritarie”. No, a sostegno delle famiglie che mandano i figli alle scuole paritarie. Ultima cosa, non esiste una “quota di competenza”, esiste una maggiore o minore disponibilità del comune che insieme allo stato ha l’obbligo di garantire il servizio scolastico.
    Sollecitato dal sig. Sd ho fatto qualche calcolo usando i numeri della tabella.
    • Quota che complessivamente avrebbero pagato le famiglie oggi se fossero ancora in vigore le rette del 31.12 2012, €.1.119.400.
    • Calcolando poi le varie fasce , il numero di famiglie appartenenti alla singola fascia, e le distinte relative rette, emerge che nel 2016 Le famiglie complessivamente pagheranno €. 1.416.800.
    • Differenza in più €. 297.400
    • Aumento pro capite medio in più al mese €. 38,52, pari ad un aumento medio del 26,50%.
    • Tutto questo in tre anni, 31.12.12 – 1.1.16.
    • L’aumento è giustificato? Può darsi, o forse no. Lo si chieda al Sindaco.
    MA UN AUMENTO MEDIO DEL 26,50% NON E’ UN “ABBATTIMENTO”.

  12. marco beretta
    Pubblicato il 11 Febbraio 2016 alle 12:09 | Permalink

    Mah, sinceramente mi sembra che l’unico che abbia capito qui è tale Enrico. Io non tergiverso. Guardi che, professor Bella, è Lei che ha iniziato tutta questa discussione, eh…I costi sono stati abbattuti -come ha detto il Sindaco – per due volte:la prima per un importo pari a 5 euro per ciascuna fascia;la seconda, più di recente, operando un taglio sulle prime sei fasce isee:dipende dal periodo che uno prende come riferimento. Guardi che è Lei che riferisce tutto ciò che dice il Sindaco alle amministrazioni precedenti.
    L’abbattimento è legato al fatto che in sede di rinnovo di convenzione (anno 2011 o 2012, non ricordo) con le paritarie si era deciso che eventuali processi di efficientamento dei costi che avrebbero portato ad una riduzione del costo del servizio nel tempo , sarebbero stati utilizzati per ridurre la “quota” pagata dalle famiglie e non quella pagata dal Comune, che ha sostenuto, per quanto possibile o secondo la sua disponibilità-se preferisce-, i costi legati al rinnovo della convenzione con le scuole paritarie, la cui frequenza è tanto auspicabile quanto a dire il vero non obbligatoria per legge.L’introduzione dell’isee è servita a rendere più equa la distribuzione dei costi prodotta dal rinnovo della convenzione. Detto ciò, se vogliamo parlare della questione possiamo per me pure continuare:
    – vogliamo fare un processo al Sindaco?Facciamolo.
    – vuole fare un processo alle scuole paritarie?Lo faccia.
    – vuole processare il Sindaco e non mettere in discussione l’aumento del costo del servizio che è andato a beneficio delle scuole paritarie?Eh no, questo non si può fare…

    Cordiali saluti

  13. Vincenzo Bella
    Pubblicato il 11 Febbraio 2016 alle 13:54 | Permalink

    Per me la realtà ė piú.lineare. Io non faccio processi. Dall’opposizione svolgo il mio ruolo di controllo. Dal 1.1 13 Lui ha aumentato le rette. Poi le ha ridotte. 1.1.16, alla fine della corsa c’è un aumento medio del 26,50%. Siamo nell’epoca in cui bisogna dimostrare anche l’evidenza. Si parte da 100, si chiude a 126.50 e si sostiene che abbiamo abbattuto le rette. Rinuncio a capire.

  14. Marco Bossi
    Pubblicato il 11 Febbraio 2016 alle 17:13 | Permalink

    Ma è possibile che davanti ai numeri, non si sia saggi e trasparenti di ammettere la realtà e come stanno le cose? Il sindaco ha fatto una affermazione. Da quel poco che ho visto non è vera. Questa è stata la constatazione di Vincenzo BELLA. Costa così tanto ammettere la realtà per qualcuno? Come Vincenzo Bella, anche io rinuncio a capire… e fine dei commenti e dei distinguo… Marco BOSSI

  15. Sd
    Pubblicato il 11 Febbraio 2016 alle 17:22 | Permalink

    Quindi i conti approssimativi che avevo fatto non erano poi così sballati (semmai ho ragionato per mese e non per anno.
    Però butto lì due nuove considerazioni/domande:
    – il costo del servizio non è, probabilmente, aumentato… è diminuita la disponibilità del comune a contribuire al pagamento del servizio (questo è molto probabile)
    – non credo che l’ISEE sia, in questo caso, così “eguale” perchè fa pagare di più a chi già pagava di più…
    Mi spiego sull’ultima affermazione:
    L’ISEE tiene in considerazione il reddito, il patrimonio e la composizione del nucleo famigliare. Ovviamente la componente maggiore è il reddito.
    Come noto le tasse si pagano proporzionalmente al reddito con un sistema a scaglioni che fa pagare più tasse a chi ha un reddito maggiore.
    Cioè una famiglia composta da papà, mamma e un figlio con casa di proprietà e pochi risparmi, potrebbe avere un ISEE di 30/35.000€ come ridere, se entrambi i genitori lavorano… Ma su quel reddito pagano già più tasse rispetto a chi ha un ISEE/reddito inferiore.
    Ma il problema non è che PAGANO DI PIU’ I RICCHI (!), il problema è che hanno già pagato al comune anche per quel servizio che ora il comune vuole contribuire a pagare meno di prima. E a chi si rivolge? A chi quel servizio l’avrebbe già pagato, pagando più tasse…
    ULTIMA CONSIDERAZIONE: se il comune non vuole più contribuire a finanziare le scuole paritarie (leggasi private), che però garantiscono la copertura del servizio a chi è fuori lista per la scuola materna pubblica, non faccia altro che costruire nuove scuole…

  16. anonimo
    Pubblicato il 11 Febbraio 2016 alle 17:59 | Permalink

    L’unico con la verità in tasca è tale Marco Beretta . ” l’ unico che abbia capito ecc. ecc……………….”

  17. marco beretta
    Pubblicato il 11 Febbraio 2016 alle 20:36 | Permalink

    Caro anonimo,

    colgo la velata ironia, che, credo, si riferisca ad un mio precedente commento ad Enrico…Siccome non era mia intenzione essere saccente, mi scuso se Le sono apparso tale: intendevo dire che, a mio avviso Enrico (tale perchè non so se sia il suo vero nome) ha fatto un commento per me molto condivisibile. Non ho la pretesa di avere la verità in tasca.Penso che dal confronto sia emersa una situazione un po’ più chiara, il che mi sembra sempre e comunque cosa buona;certo preferibile rispetto all’usare questo spazio per vomitarsi addosso offese per di più in maniera anonima. Almeno a mio avviso.
    Per quel che riguarda l’ultimo commento di SD:1.non è vero che è diminuita la disponibilità del Comune a contribuire al pagamento del servizio; 2.non mi sembra che alcuno abbia detto- ed è anzi fuori discussione- che il Comune non voglia più contribuire a finanziare le scuole paritarie (che tra l’altro non sono private, ma paritarie appunto: non confondiamo). Credo anzi che, contrariamente a quello che si possa pensare, in questi anni si sia lavorato in grande sinergia per gestire la situazione. 3.Costruire nuove scuole o aprire altre sezioni di scuole comunali è fuori discussione, dato che già quelle esistenti sono un costo enorme per l’Ente.

    Cordiali saluti

  18. anonimo
    Pubblicato il 12 Febbraio 2016 alle 17:31 | Permalink

    Gentilissimo Sig. Marco Beretta se qualcuno esprime un’ opinione che non coincide con la sua ” vomita addosso offese “. A me pare che lei sia un po’ troppo sopra le righe . Abbia pazienza . Comunque la mia è una personale opinione e non intendevo offenderla e non intendo essere offeso . L’ educazione , poi la politica .

  19. marco beretta
    Pubblicato il 12 Febbraio 2016 alle 19:03 | Permalink

    Guardi, di pazienza penso di averne tanta.Veramente non mi riferivo a lei,con cui mi sono pure scusato…poi vabbè si discute,magari si va un po’ troppo sopra le righe…non mi pare di aver mai offeso alcuno,tantomeno lei.se involontariamente l’ho fatto le richiedo scusa.
    Cordiali saluti

  20. fabrizio
    Pubblicato il 12 Febbraio 2016 alle 20:26 | Permalink

    Consiglierei di tenere un po’ di fiato per quando inizierà la campagna elettorale con i candidati sindaci espressi.

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