Il Sindaco? Pinocchio N2. Una lettera (con Garbo).

Ricevo e pubblico.

 

PINOCCHIO 2:

GLI ZECCHINI C’ERANO, E’ LA POLITICA CHE NON C’E’!

Il Sindaco Corti, nella sua polemica/lettera di fine anno, è Pinocchio non solo sugli oneri di urbanizzazione, come ha dimostrato Vincenzo Bella. Lo è anche sulla questione delle risorse complessive, che il Comune ha avuto negli ultimi cinque anni (ingenti, ma spese solo per ordinaria amministrazione tagliando gli investimenti in opere pubbliche) e con il raddoppio delle tasse comunali.

Per quanto riguarda le tasse locali rimando al mio post sul bilancio 2015, ancora visibile su sito di MadeinDesio, che dimostra che la pressione fiscale complessiva, operata dal Comune di Desio, (addizionale Irpef, Tasi solo per i proprietari di prima casa, IMU al massimo, TARI ecc) è aumentata sino alla cifra di 20 milioni per anno, quasi raddoppiando rispetto al 2010, ben oltre i presunti tagli nei trasferimenti che hanno assunto forme diverse.

Tra pochissimi oneri di urbanizzazione – che sono pur sempre l’indicatore di una crescita urbana, che non c’è stata –, molte tasse, pochissimi investimenti e tanta spesa improduttiva, è mancata una visione economica per utilizzare le risorse comunali, che sono ancora consistenti, sulle emergenze di questo tempo economico e sociale, che è quello della più grave crisi dal dopoguerra. Qui fattasi più pesante che altrove tanto che molti constatano che Desio sta morendo e che è meglio andare tutti a Seregno per trovare benessere e incontro.

La grande assente nella programmazione comunale è stata la politica, mancando completamente una visione complessiva della crisi della comunità ed una prospettiva di indirizzo su cui orientare gli sforzi e l’impegno di molti su come uscirne e riprendere fiducia su una crescita sostenibile, sul lavoro e l’imprenditorialità personale diffusa, per dare un futuro condiviso alla necessità di investimenti produttivi, pubblici e privati. Senza investimenti sull’economia, sulle opere, sui servizi, sulle riforme, sulla modernizzazione, sulla competitività complessiva della città, sulla trasformazione urbana non si esce dalla crisi. Si è teorizzato, invece, la crescita zero e la decrescita felice con il risultato che assistenzialismo ed immobilismo hanno conservato la maggior parte delle risorse nella spesa corrente (oltre 30 milioni, la stessa quantità e ripartizione delle tanto criticate gestioni precedenti) con poco o nulla alla spesa in conto capitale, quella dei lavori pubblici e degli investimenti (neanche 3 milioni di pagamenti effettivi nel 2015). Il patto di stabilità non c’entra nulla nell’impedire gli investimenti se si lega il piano delle opere pubbliche alle alienazioni, che non si fanno da 5 anni. Il libro dei sogni delle opere comunali ancora rimarrà inattuato, con l’impotenza nella gestione di un ingente patrimonio di immobili che oggi frena l’evoluzione della città (ex ITIS, Casa di riposo Gavazzi, ex tribunale, palazzine ex ospedale, terreni e tanto altro), ulteriormente bloccata da un PGT che impedisce ogni iniziativa anche di riordino ed adeguamento del già edificato. Troppo poco è stato realizzato e troppo si è chiesto ai desiani con l’aumento delle tasse e delle imposte comunali e con tutte le tariffe (acqua, gas, luce, rifiuti, scuole materne) aumentate rispetto alla decrescente qualità del servizio. Irrisolte tutte le questioni legate all’avanzamento delle grandi opere (Pedemontana, Tram, Termovalorizzatore). Se non cambia la politica, che deve essere autenticamente riformista e non antagonista, che deve saper fare e non solo criticare il passato, Desio si ritroverà come è oggi,depressa nell’economia e nei sentimenti, avvertendosi più vecchia, buia, sporca, insicura, non competitiva e non attraente, priva di prospettiva per le nuove generazioni non extracomunitarie.

Tiziano Garbo, già candidato sindaco UDC, Lista Civica Foti, PdL

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2 Commenti

  1. Marco Bossi
    Pubblicato il 15 Gennaio 2016 alle 15:00 | Permalink

    Semplicemente. Concordo.

  2. marco beretta
    Pubblicato il 16 Gennaio 2016 alle 19:14 | Permalink

    Ci sono tante cose su cui varrebbe la pena soffermarsi, come disse pochi giorni fa il consigliere Bella a proposito delle affermazioni fatte dal sindaco :l’affermazione “imu al massimo”, per esempio, non è affatto vera. Evidentemente il rigore che pretendiamo da chi ci è seduto di fronte è pari all’indulgenza che abbiamo per chi ci è seduto accanto. Ma tant’è.
    Tra le tante cose che vorrei dire, mi limito a dirne tre:
    per quanto riguarda le” grandi opere” (Pedemontana, metro tramvia e Termovalorizzatore), la realizzazione non dipende dall’amministrazione di Desio o perlomeno non solo da essa.
    Per quanto riguarda la casa di riposo ex Gavazzi il Comune non può fare granchè, come è stato più volte ribadito: è in attesa delle proposte del CDA che , tra l’altro, non si è neppure presentato, pur se invitato, alla commissione servizi sociali.
    Non ho compreso la chiosa finale che mi sembra alquanto poco pertinente ed un pochino delirante.
    Cordiali saluti

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