In consiglio comunale succede che….

Watch live streaming video from desiotv at livestream.com
Questo inserimento è stato pubblicato in L'artigiano del mese. Metti un segnalibro su permalink. Inserisci un commento o lascia un trackback: Trackback URL.

4 Commenti

  1. fabrizio
    Pubblicato il 5 Maggio 2015 alle 16:21 | Permalink

    Ho notato assenze vistose (soprattutto fra l’opposizione).

  2. davide la greca
    Pubblicato il 5 Maggio 2015 alle 16:49 | Permalink

    I consigli comunali di aprile e maggio hanno messo in evidenza alcuni aspetti importanti e di un certo interesse. Li sintetizzo secondo la mia personale e opinabilissima visione:
    1. durante l’approvazione del rendiconto consuntivo è emerso, a mio modo di vedere, l’assoluta drammaticità che i vincoli di bilancio stabiliti in sede europea: rappresentano un freno enorme alle politiche di investimenti pluriennali. L’avanzo di amministrazione, che ammonta ad oltre 10 milioni di euro, è frutto di un’assennata gestione complessiva, imputabile non solo all’attuale giunta ma, giocoforza, anche a quella delle passate amministrazioni di centrodestra. Se la situazione delle casse comunali fosse stata del tutto negativa negli anni precedenti al 2011, è ovvio che, oggi, chi amministra non potrebbe godere di una condizione così favorevole. Ciò contribuisce a sfatare il mito per cui, prima della giunta Corti, le cose fossero negative tout-court. C’è da ammettere, con franchezza, che la fine delle politiche urbanistiche, orientate alla creazione di nuovi insediamenti abitativi, ha causato una netta riduzione degli oneri di urbanizzazione con inevitabili ricadute sul bilancio dell’ente. Senza voler entrare troppo nella diatriba, sempre aperta, relativa alle scelte compiute dal centro-sinistra e quelle fatte dal centro-destra, un dato risulta incontrovertibile: quel momento storico che, secondo i detrattori più accesi e radicali, va sotto l’indistinto concetto di “cementificazione”, è giunto al capolinea. Giusto o sbagliato che sia, ciò costituisce un punto saldo per chiunque riuscirà a governare la città nel prossimo quinquennio. Per quanto mi riguarda, non appartengo al partito di chi si oppone sempre e comunque ad ogni forma di sviluppo urbano. C’è, tuttavia, da riconoscere che detta politica di sviluppo, se si vorrà elaborarla ed implementarla, dovrà fare i conti con il mutato contesto storico nel quale si trova un intero Paese: case sfitte, appartamenti invenduti, capannoni vuoti a causa del perdurare della crisi. Dato il quadro a tinte ancora fosche, le amministrazioni locali, desiana compresa, dovrebbero fare di più, molto di più, per stimolare la ripresa delle attività produttive sul proprio territorio. Non mi pare che la giunta Corti, in questo quadriennio, si sia distinta particolarmente sotto questo aspetto, fatto salvo qualche tentativo peraltro opinabile (mi riferisco all’erogazione dei buoni per lavoro occasionale ed accessorio). Il centrodestra, a sua volta, non sta brillando in termini di capacità propositiva. Urge una profonda riflessione, che sia foriera di risultati apprezzabili e tangibili, declinabili in proposte concrete;
    2. Il secondo aspetto emerso è, se si vuole, marginale, in termini di concretezza, ma rivelatore dello stato in cui versa il parlamentino desiano. Il primo punto all’ordine del giorno del 4 maggio scorso è stato individuato nell’adesione della città al coordinamento per la pace. Al di là dell’intenzione più che lodevole del consigliere Diego Sironi, relatore della proposta di delibera, non trovo di alcuna utilità pratica quanto approvato a seguito di una discussione che è durata circa un’ora e che, al netto dell’astrattezza dell’argomento, oggi a Desio non ha apportato alcun cambiamento sostanziale. L’atto, adottato dalla sola maggioranza, servirà solo a ricordare al mondo intero (!) che certi argomenti sono appannaggio quasi esclusivo della sinistra italiana. Sono assai perplesso sia per la scelta di iniziare l’assise su questo tema che per la tediosa ripetizione dello stereotipo umanitario prerogativa dei progressisti. La lettura delle pagine di Giuseppe Prezzolini, “Il manifesto dei conservatori”, forse aiuterebbe a farsi un’idea definitiva della differenza che esiste tra l’idea di “pax” della “sinistra” e quella di cui è depositaria la “destra”. Sarebbe un modo per far capire che alcuni valori non costituiscono il fondamento esclusivo su cui poggia la cultura politica di una fazione, ma un sostrato comune, il quale può compiersi solo grazie alle persone che appartengono indistintamente all’una o all’altra parte;
    3. La questione più spinosa del consiglio comunale di maggio è stata senza dubbio quella relativa all’approvazione del patto territoriale di polizia urbana. Votato dalla sola maggioranza (contraria l’opposizione più il consigliere Sicurello ed il movimento cinque stelle), la sua adozione ha dimostrato che la frattura tra i dipendenti comunali (gli agenti della polizia locale, nel caso di specie) e l’amministrazione va ben oltre le voci che circolano al di fuori del palazzo. Il continuo rumoreggiare degli agenti, la contrarietà al metodo “Renzi” utilizzato dal sindaco e dalla sua giunta, lo stupefacente silenzio di tutti i membri che compongono la maggioranza di centro-sinistra e, in particolare, degli esponenti della sinistra massimalista, di norma in buoni rapporti e convinti sostenitori delle rappresentanze sindacali, ha messo in luce due fatti: in primo luogo, che esiste una frattura, silenziosa ma, a questo punto, evidente, tra la componente moderata e quella radicale che siede tra i banchi della maggioranza. Il rospo ingoiato dal consigliere Mariani, uno che certo non le manda a dire, deve essere stato molto grosso. In secondo luogo, il metodo della forzatura delle dinamiche che soggiacciono alle relazioni sindacali fa emergere l’esistenza di un fronte molto caldo che, a mio modo di vedere, porterà ad azioni di protesta molto forti da parte degli impiegati del comune. Pensare di creare sinergie con altri enti locali, ponendo le premesse per una scontro acceso e potenzialmente duraturo in casa propria, mi sembra una strategia miope;
    4. Ultimo punto: cercasi opposizione nell’aula consiliare. Se non ci fossero Lega Nord, Tiziano Garbo e Vincenzo Bella, la coalizione di centrosinistra dovrebbe posizionare un enorme specchio davanti a sé per poter sperare in un contraddittorio serio. Consiglio di leggere Angelo Mellone, “Dì qualcosa di Destra”.

  3. Camillo Redaelli
    Pubblicato il 6 Maggio 2015 alle 06:31 | Permalink

    Partendo da :
    3. La questione più spinosa del consiglio comunale di maggio è stata senza dubbio quella relativa all’approvazione del patto territoriale di polizia urbana. Votato dalla sola maggioranza (contraria l’opposizione più il consigliere Sicurello ed il movimento cinque stelle), la sua adozione ha dimostrato che la frattura tra i dipendenti comunali (gli agenti della polizia locale, nel caso di specie) e l’amministrazione va ben oltre le voci che circolano al di fuori del palazzo. Il continuo rumoreggiare degli agenti, la contrarietà al metodo “Renzi” utilizzato dal sindaco e dalla sua giunta, lo stupefacente silenzio di tutti i membri che compongono la maggioranza di centro-sinistra e, in particolare, degli esponenti della sinistra massimalista, di norma in buoni rapporti e convinti sostenitori delle rappresentanze sindacali, ha messo in luce due fatti: in primo luogo, che esiste una frattura, silenziosa ma, a questo punto, evidente, tra la componente moderata e quella radicale che siede tra i banchi della maggioranza. Il rospo ingoiato dal consigliere Mariani, uno che certo non le manda a dire, deve essere stato molto grosso. In secondo luogo, il metodo della forzatura delle dinamiche che soggiacciono alle relazioni sindacali fa emergere l’esistenza di un fronte molto caldo che, a mio modo di vedere, porterà ad azioni di protesta molto forti da parte degli impiegati del comune. Pensare di creare sinergie con altri enti locali, ponendo le premesse per una scontro acceso e potenzialmente duraturo in casa propria, mi sembra una strategia miope;

    FACCIO UNA SOLA CONSIDERAZIONE , MA COSA GLI CAMBIA AGLI AGENTI DI POLIZIA LOCALE TUTTO QUESTO? E’ GIUSTIFICATO MINACCIARE DA UNA PARTE DI LORO I CONSIGLIERI COMUNALI CHE HANNO APPROVATO IL PATTO TERRITTORIALE(TRA L’ALTRO BEN VISTO DALL’ASSOCIAZIONE DEL CDV)?
    C’è qualche diretto interessato che mi può rispondere perchè franzamente non capisco.
    Mettere davanti a loro i propi interessi a quelli della cittadinanza ..non capisco SPIEGATEMI.
    Grazie
    Camillo Redaelli

  4. fabrizio
    Pubblicato il 6 Maggio 2015 alle 12:21 | Permalink

    Le intenzioni della Giunta sono buone ma occorrono anche i mezzi. Spero che i tre Sindaci di Desio, Lissone, Muggiò abbiano fatto bene i conti e non si tratti solo di propaganda pre-elettorale. Mi pare che i Vigili siano pochi per un progetto abbastanza ambizioso. Sarebbe bene ascoltare anche le loro ragioni. Se hanno fatto ricorso alla mediazione prefettizia significa che sono esasperati.
    Esiste il rischio di un cattivo servizio.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà mai pubblicato o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Puoi usare questi tag e attributi HTML <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*
*