Lettera a un “allenatore” di Desio. Caro mister, ti scrivo…così che tu cambi un po’.

“In ogni essere umano esiste un bimbo che vuole giocare (F.Nietzsche)… e non vincere (H.Wein)”.

di Alessandro Crisafulli

Caro Allenatore, ti chiamo così, anche se non ti ritengo tale.

Succede che una sera di piena estate, in una piazza piena di bambini e ragazzi che giocano, si divertono, sorridono, tra un gol, un canestro e una voleè, alcuni genitori inizino a raccontarmi…

perchè non lo sai di quell’allenatore, che allenava i nostri figli…”.

Il racconto è presto choccante. Almeno per uno come me che da qualche anno sta dando tutto, per quanto posso, per promuovere i valori dello sport tra i bambini, come reale strumento di crescita, di educazione, di rispetto della legalità.

Tanto che dopo qualche minuto li interrompo, “basta, basta…ho capito tutto, devo fare qualcosa”.

 

Ed eccomi qua, a scriverti, caro (pseudo) Allenatore.

Non so nemmeno che faccia tu abbia, ma mi sembra di vederti – nitidamente – dopo che hai vinto il campionato, forse l’anno scorso o quello indietro ancora, non importa. So che l’hai vinto. Voli tre metri sopra il cielo. Sopra i tuoi bambini. Ti senti arrivato, ebbro del tuo trionfo. Ma guarda bene, sotto di te…non tutti i piccoli stanno gioendo, c’è chi sospira, chi sbuffa…chi è già scappato. Perchè lo hai fatto scappare. Tu.

 

Ti ricordi quella volta che dicesti a Luca (un nome di fantasia, ovvio), “vai dalla mamma e digli di iscriverti a danza, qui non farti più vedere”? E quella volta che al papà di Andrea dicesti, a inizio anno, “lui nella mia squadra non giocherà mai, decidete voi cosa fare…”?

Io ho resistito tre anni – mi ha raccontato un papà -, ogni stagione la stessa storia, giocavano sempre i suoi sette prescelti, i più bravi, il campionato e persino le amichevoli, persino le amichevoli!, quei sette a giocare, gli altri bimbi a guardare, in panchina o dietro una rete. Alla fine non ce l’ho fatta più: o lo prendevo a male parole o lo portavo via”. Il figlio di questo papà, adesso, ha 12 anni: fa nuoto. E di calcio non ne vuole più sapere. Eppure, il pallone, lo amava. Non sarà mai diventato Messi, ma che importa?

 

Per non parlare di quel bambino che…lo chiameremo Daniele…”non giocava mai – racconta il genitore -, mai, si allenava in settimana e poi il sabato stava a guardare. La mamma, poverina, lo portava sempre, con il sole e con la pioggia, perchè il bambino ci teneva alla squadra, ai suoi compagni, ma era costretto sempre e solo a guardarli”.

Per un dribbling meno efficace, per un tackle magari non convinto, per un tiro non troppo preciso.

Da cinque anni – cinque! – i “magnifici 7” giocano e Daniele guarda. Come gli altri esclusi, che stagione dopo stagione cercano altri lidi, altri sfoghi, altri posti meno aridi.

 

A volte si inventava delle scuse di qualsiasi tipo durante gli allenamenti per non convocarli per la partita”, spiega un altro genitore.

 

Una sera, in riunione, noi genitori abbiamo chiesto le visite mediche per poter giocare – racconta una mamma -, le chiedevamo a tutela della salute dei nostri figli, che è la cosa più importante: si era deciso insieme che si sarebbe giocato solo dopo aver fatto il controllo. Sai cosa ha detto quell’allenatore… ma i miei sette non hanno il certificato, come faccio a farli giocare sabato?”.

Un mare di volte ci siamo lamentati con i responsabili della società – evidenziano i genitori – ma non c’è stato niente da fare: la risposta era sempre che non c’erano altri allenatori volontari a disposizione”.

Quei genitori erano tutti molto coinvolti nella squadra, nel gruppo: partecipavano, organizzavano, aiutavano fuori dal campo. Dentro, invece, tutto in mano al mister-padrone. Adesso, sono lontani. Ma non dimenticano.

 

Veniamo a noi, caro Allenatore.

Tu non hai capito niente. E mi stupisco che chi gestisce la società ti lasci ancora in quel posto, a fare danni. Inconsapevolmente.
Tu non lo sai ma hai delle responsabilità, grandi. Il tuo compito non è vincere – ficcatelo in testa -. Il tuo compito è crescere dei bambini, nel rispetto di loro stessi, dei compagni, degli avversari, delle regole, del pubblico, degli arbitri. Questa è la vittoria che devi cercare. Se poi arrivano anche le coppe, tanto meglio.

Ma quale insegnamento dai, a dei bambini che sono al campo solo per divertirsi e stare con gli amici, facendo una folle selezione? Non ti rendi conto dell’umiliazione che “regali”, a questi bimbi, con i tuoi gesti, le tue parole, i tuoi comportamenti, le tue decisioni? Ti sei mai messo nei loro panni o ti interessano solo i tuoi, quelli del “grande mister” che ha vinto il campionato con i suoi “magnifici 7”?

Fidati. Ascoltami. Non hai capito niente di cos’è lo sport. Di cos’è una squadra. Di qual è il ruolo di un allenatore nei settori giovanili: devi essere d’esempio. Devi essere un modello, per i tuoi allievi. Devi insegnargli che si vince e di perde insieme. Soprattutto – insieme – si può migliorare. Anche chi è meno dotato. Da ognuno di loro devi cercare di tirare fuori il massimo e ogni loro miglioramento, seppur minimo, sarà una tua vittoria. Spiega a Mirko – uno dei magnifici 7 – che anche Daniele o Andrea possono fargli un grande assist: e possono darci un cinque, dopo un bellissimo gol. Anzi, sono sicuro che Mirko lo sa meglio di te…

E che ti importa, se Luca ha sbagliato quel rigore? C’è sempre un’altra occasione: insegnagli a calciarlo meglio e quando il prossimo lo segnerà, dagli un buffetto sulla guancia: leggerai nei suoi occhi un lampo di felicità.

Il tuo obiettivo deve essere di avviare un percorso di crescita dei singoli atleti: ognuno ha le sue potenzialità, esigenze e specificità, devi dare loro la possibilità di esprimersi, di sbagliare, di sprigionare la propria creatività. Al contempo, devi cercare di far crescere e cementare il “gruppo squadra”, plasmando spirito comunitario; condivisione di sforzi, emozioni, gioie e dolori; cooperazione e reciproco aiuto nelle difficoltà.

Questo è il tuo ruolo. Se non ti senti in grado di svolgerlo, passa la mano. Non entrare in gamba tesa sul futuro di questi bambini.

Ti lascio, con un piccolo dono, scritto da me, come se fossi un allenatore. Sperando che tu abbia l’intelligenza di capirlo, di accettarlo, di farlo tuo.

Il giocatore della nostra squadra….

sa sempre essere onesto

sa che si vince e si perde insieme…

sa sempre essere un giocatore generoso…

sa che un assist vale come e più di un gol…

sa che non esistono nemici ma solo avversari…

sa che l’importante non è vincere, è rispettare le regole…

sa che l’errore è solo una tappa del percorso di apprendimento…

sa che sia il compagno che l’avversario in difficoltà vanno aiutati…

sa che nessuno deve diventare un campione, tutti devono diventare uomini

sa che il calcio è solo un gioco, il più bello di tutti.

P.S.Dimenticavo una cosa….questo Allenatore opera in un ORATORIO, nel gruppo sportivo di un ORATORIO. E, adesso, ho detto davvero tutto.

Un dirigente dell’oratorio spiega: “E’ vero ci sono stati dei problemi e ultimamente si era fatto un po’ prendere la mano dalla vittoria. Glielo abbiamo detto, gli abbiamo ribadito quelli che sono i nostri principi educativi, lui in qualche caso ha ammesso di aver sbagliato. Dall’anno prossimo, anche per altri motivi, non allenerà più la squadra, forse darà solo un aiuto con i portieri”.

 

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24 Commenti

  1. grazia
    Pubblicato il 22 luglio 2013 alle 04:45 | Permalink

    E’ una notizia sconvolgente! Come e’ possibile che i responsabili di quell’Oratorio non prendano provvedimenti. Lasciano perdere perche’ non ci sono altri allenatori volontari?????!!!!!!!!
    Non e violenza sui minori????? Riflettiamo tutti. Chi sono i colpevoli?
    Chi agisce male, chi sa e non agisce o tutti in egual misura????

  2. marco beretta
    Pubblicato il 22 luglio 2013 alle 10:05 | Permalink

    Condivido totalmente la posizione del genitore che ha scritto, in maniera appropriata e appassionata, la lettera:lo sport è un veicolo di crescita, di acquisizioni di valori, rispetto, lealtà, coinvolgimento anche e soprattutto dei meno “capaci”…Tuttavia non posso non notare che per la seconda volta su questo blog (anche nel commento) emerge una posizione critica non alla persona in oggetto ma all’oratorio (l’altra riguardava un gioco inappropriato fatto nell’oratorio estivo, come ricorderete).
    La cosa che mi rammarica è che in entrambe le occasioni il problema viene sollevato dopo che la questione è già stata comunicata ai responsabili e dopo che sono già stati presi gli opportuni (e intendiamoci bene, sacrosanti provvedimenti.Lo dico per rispondere a Grazia che si chiede come è possibile che non siano stati presi provvvedimenti:si dice chiaramente nella lettera che sono stati presi e la persona non farà più l’allenatore.Non vorrei e mi dispiacerebbe che passasse l’idea che le società sportive della città, alla luce dei tanti eventi di cui spesso e volentieri sono protagoniste e dei quali veniamo puntualmente informati da questo blog, siano ottime e quelle degli oratori no: non lo riterrei giusto per quelle persone che offrono volontariamente tempo e passione e hanno il ruolo di educatori/allenatori:ce ne sono tante anche in ambito oratoriano.

    Cordiali saluti

    Marco Beretta

    • Pubblicato il 22 luglio 2013 alle 10:16 | Permalink

      ciao marco la lettera l’ho scritta io. Lungi da me – ci mancherebbe – criticare i tanti che si spendono con passione, energia e grande attenzione per gli oratori e i bambini che li frequentano. Anche se fosse successo in una “normale” società sportiva l’avrei scritta, anche se in un oratorio il comportamento negativo spicca ancora di più, converrai con me. ciao ale

  3. Sara
    Pubblicato il 22 luglio 2013 alle 13:04 | Permalink

    Anche io credo come Marco che si voglia mettere in cattiva luce gli oratori… In modo particolare qui…Nelle società’ sportive desiane questo comportamento e’ all’ordine del giorno “giocano i più’ bravi” questo e’ un dato di fatto. Che io sappia negli oratori giocano tutti.. In modo particolare oratorio centrale Bvi, ci gioca mio figlio lo so con certezza e non mi risulta proprio che ci siano squadre che abbiano vinto il campionato.. Credo invece che sia troppa importanza ai pettegolezzi poco costruttivi per mettere in cattiva luce proprio gli oratori, i volontari, gli allenatori, gli animatori…. Che sono luoghi di aggregazione per i nostri ragazzi, ed è’ scorretto denigrare con lettere di questo tipo … ..saluti.

    • Pubblicato il 22 luglio 2013 alle 14:50 | Permalink

      Sarà, non hai capito nulla, scusami. Io – che ho scritto la lettera – non ho niente contro gli oratori, perchè dovrei? Ce l’ho contro quell’allenatore, che si comporta in questo modo sbagliatissimo, diseducativissimo. E se lo fanno anche altri, non vuol dire che vada accettato. Tra parentesi: sul comportamento sbagliato di questo signore non fanno altro che arrivarmi conferme, anche dallo stesso gruppo sportivo dell’oratorio. Ciao

  4. dydu
    Pubblicato il 22 luglio 2013 alle 15:54 | Permalink

    Mettiamo da parte i riferimenti agli oratori (che comunque non reputo strumentali) e come genitori riflettiamo un attimo su quanto riportato da Alessandro. Accanto all’allenatore c’erano 7 coppie di genitori complici di certi atteggiamenti…

  5. Sara
    Pubblicato il 22 luglio 2013 alle 18:29 | Permalink

    Si mettiamo da parte gli oratori..anche io credo che quel signore sbagli ma non credo a quei genitori che hanno subito in silenzio per tre anni che l’allenatore denigrasse i propri figli… Non credo neanche che la società sportiva non abbia fatto nulla per evitare questo… Mi pare strano che l’ allenatore sia stato li per tt questo tempo!!!! tutti si lamentano ma allena ancora.. molto strano davvero!!!! È poi la cosa più strana e’ nessuna società’ fa giocare con i certificati scaduti e li addirittura giocavano in sette senza certificati.. Io credo che dei genitori arrabbiati abbiano sparato a zero forse perché’ i loro figli non eccellono e giocano sempre i più bravi..comunque per dovere di cronaca il giornalista avrebbe dovuto indicare almeno l’ oratorio e l’ allenatore ..così è’ solo un pettegolezzo che non arriva a nulla, e fa di tutta un’erba un fascio.. Saluti

    • Pubblicato il 22 luglio 2013 alle 18:54 | Permalink

      Sara, mi tocca constatare – ancora – che hai capito ben poco, scusami. Non sto quindi a ribadire tutti i concetti che ho già espresso. Ti dico solo che il “dovere di cronaca” non sei certo tu a dovermelo insegnare. So io cosa devo fare. Anche qui, non hai capito: non ho messo nessun nome e nessun riferimento proprio perchè non voglio creare un “mostro” da sbattere in prima pagina, non voglio “criminalizzare” o “rovinare” nessuno, perchè ritengo che quella persona sia una brava persona e il suo comportamento sia in sostanza inconsapevole. Io voglio solo riflettere e far riflettere sul ruolo delicato che hanno queste figure con i nostri figli…ci sono migliaia di bambini “in mano” ad allenatori…alcuni, troppi, come quello di cui parliamo qui. Devono capire qual è il compito che hanno, la loro missione, altrimenti fanno solo danni ed è meglio che lascino perdere.
      Ti assicuro che questo allenatore non si comporterà mai più così, già dal prossimo allenamento, se ci sarà.
      Ti assicuro che in tanti, a Desio, stanno riflettendo su questa lettera, su questo problema: era quello che volevo, non creare un mostro, che non c’è.
      Ciao

  6. un giocatore
    Pubblicato il 22 luglio 2013 alle 18:55 | Permalink

    io non sono uno dei magnifici 7 anzi sono uno degli scalda panchina e il mio allenatore non capisce che io soffro a non giocare quasi mai e riconosco questa persona come il mio allenatore

  7. Pubblicato il 22 luglio 2013 alle 19:21 | Permalink

    Grazie del tuo intervento “Un giocatore” speriamo che anche altri protagonisti della vicenda vogliano dire la loro e confrontarsi, come hai fatto tu. Ricordati: abbi sempre fiducia delle tue capacità, impegnati e vedrai che migliorerai. Non farti spegnere la passione da niente e da nessuno: gioca, divertiti, sorridi! alessandro

  8. antonio
    Pubblicato il 23 luglio 2013 alle 09:38 | Permalink

    “Io credo che dei genitori arrabbiati abbiano sparato a zero forse perché’ i loro figli non eccellono e giocano sempre i più bravi”
    Grazie a questa frase di Sara abbiamo capito quale sia il motore di certi comportamenti. Il meccanismo è semplice: l’allenatore perde di vista il suo ruolo verso i ragazzi e agisce per compiacere i genitori di pochi, che a loro volta difendono e rafforzano il ruolo dell’allenatore. E così il pallone diventa una questione da grandi, in cui i ragazzi c’entrano poco – purtroppo.

  9. L
    Pubblicato il 23 luglio 2013 alle 11:47 | Permalink

    L’inizio della lettera faceva temere per ben più gravi reati a sfondo sessuale… Quindi “meno male” che poi si inquadra meglio il problema.

    Occhio alle parole ed ai virgolettati estrapolati!

  10. Sara
    Pubblicato il 23 luglio 2013 alle 13:10 | Permalink

    Infatti … Antonio li non è’ colpa solo dell’allenatore ma della societa’ sportiva, dei genitori compiacenti dei 7 bravi, e anche dei genitori dei non bravi… Che hanno permesso tutto questo…a dir la verita la lettera mi è’ sembrata eccessiva io da genitore mi sarei rivolto direttamente alla società’ e non avrei aspettato certo tre anni.. Mi spiace per i bambini…gli unici a pagare le conseguenze ….

  11. dirigente GS
    Pubblicato il 24 luglio 2013 alle 07:23 | Permalink

    Sono stato informato, che la società in questione, è quella di cui faccio parte come dirigente da 10 anni. Terrò l’anonimato solo ed esclusivamente, per tutelare la figura di quell’allenatore che nell’articolo viene dipinto come NON idoneo al mestiere dell’allenatore.
    Ci tengo a precisare categoricamente che il racconto fatto nell’articolo non risponde nella maniera più assoluta all’allenatore, ma soprattutto al profilo umano della persona, che il nostro gruppo sportivo, i genitori e i ragazzi della squadra hanno potuto apprezzare in questi anni. La testimonianza è data dal fatto che la squadra nella stagione sportiva 2012/13 era composta da “15 magnifici” ragazzi che si sono tutti già iscritti per la stagione 2013/14.
    Chiudo questo mio piccolo intervento, dando la massima disponibilità a questi genitori, di venire in qualsiasi momento dai dirigenti e dal Presidente per avere tutte le spiegazioni di cui hanno bisogno per affrontare un percorso educativo e sportivo sereno e proficuo per il proprio figlio
    Saluti
    Un dirigente di un gruppo sportivo di 170 atleti

  12. L
    Pubblicato il 24 luglio 2013 alle 09:10 | Permalink

    Crisa: smentita totalmente la tua lettera? :-OOO

    Ma che fonti avevi?!? Oppure era esperienza diretta?

    • Pubblicato il 24 luglio 2013 alle 09:16 | Permalink

      L ovviamente la lettera riporta testimonianze dirette e le frasi “incriminate” contestate all’allenatore sono state confermate da: il suo ex vice allenatore, genitori di ex ragazzi, un attuale dirigente sportivo. Cioè tutti quelli che ho sentito per la questione. Tutti. Poi, la difesa del gruppo sportivo – per altro un apprezzabilissimo gruppo sportivo, che lavora molto bene, con bravissime persone che conosco – ci sta. E’ normale. ale PS Non è una mia esperienza diretta perchè ti assicuro che, fossi stato io dirigente o anche solo genitore di quella squadra, il giorno dopo una frase simile, quell’allenatore sarebbe stato da un’altra parte. Anzi, un minuto dopo.

  13. Pubblicato il 24 luglio 2013 alle 11:11 | Permalink

    Ho parlato con il mister. E’ una brava persona. Con tanta passione per questo sport. Che si mette a disposizione per i bambini. Lui ha ammesso di aver sbagliato qualche volta, io mi sono scusato per i toni magari un po’ troppo forti della lettera. La realtà è una: per sua stessa ammissione il “calcio da oratorio”, quello dove si deve giocare tutti, non fa per lui, non è il suo calcio, (“io sono un vincente, io voglio vincere”). E’ quindi inadeguato in quel ruolo, in quel posto. Pur restando una brava persona.

  14. Sara
    Pubblicato il 25 luglio 2013 alle 13:40 | Permalink

    ” i genitori arrabbiati non devono parlare in piazza”
    Qui si è’ travisato tutto… Con una lettera fuori luogo…
    I genitori devono andare da chi di dovere….
    Questo per il bene dei figli….
    Saluti

    • Pubblicato il 25 luglio 2013 alle 13:51 | Permalink

      fuori luogo lo dici tu.
      probabilmente la lettera ha risolto il problema, che da diversi anni in quell’oratorio non si era riuscito a risolvere
      e ha fatto riflettere tanti sul ruolo, fondamentale, di queste figure.
      penso che tanti hanno capito. qualcuno invece….un po’ meno…
      ciaoo

  15. genitore
    Pubblicato il 31 luglio 2013 alle 09:25 | Permalink

    Sono un genitore e posso confermare che la situazione descritta dal giornalista, è vera, Per rispondere a Sara: le iscrizioni sono state sempre riconfermate per il desiderio dei ragazzi di giocare con i propri amici (perché i ragazzi hanno sperato che la situazione cambiasse, e perché i genitori comunque si sono sempre mossi per sistemare la situazione con chi di dovere, proprio perché consapevoli che prima di essere un allenatore l’individuo è una persona), e per quanto asserito dal dirigente GS vorrei ricordare che erano tutti al corrente fin all’inizio perché le lamentele ci sono da tempo e da tanti genitori, e che ogni anno prima della nuova iscrizione venivano promessi cambiamenti che finivano poi con la riconferma dell’allenatore e della sua tecnica.
    saluti

  16. dino
    Pubblicato il 4 agosto 2013 alle 15:12 | Permalink

    comunque vorrei informare per chi non lo sapesse che nei campionati pulcini ed esordienti non appartenenti al csi,ma alla figc e’ obbligatoria la presenza in campo per almeno un tempo di tutti i piccoli calciatori .basterebbe applicare questa semplice regola.per cui non e’ vero che nelle societa’di desio ed in generale non si facciano giocare i bambini.questa regola vale fino ai 14 anni.mister di una squadra della zona

  17. pino
    Pubblicato il 9 ottobre 2015 alle 11:51 | Permalink

    Ce ne sono diversi di allenatori esaltati che credono di vincere la champions nei pulcini, esordienti, giovanissimi, allievi.
    Le decisioni su un ragazzo a volte le prendono in base alla prima occhiata.
    Si dimenticano che i ragazzi stanno solo crescendo e che le qualità, coordinazione, intelligenza calcistica, volontà, dedizione, livello di attenzione cambiano e che vengono anche condizionate da loro.
    Hanno le idee fisse su chi è bravo e chi no e queste idee le fanno venire anche ai ragazzi e molto spesso sono sbagliate.
    Ma loro devono dimostrare che “avevano visto giusto”, quindi c’è chi non gioca mai solo per idee fisse sbagliate dell’allenatore.
    Comunque le squadre più competitive fanno una selezione occulta anche nei pulcini e esordienti, altrimenti non ti fanno iscrivere anche se dovrebbero.
    Poi non si sà come i figli degli allenatori giocano sempre, li alleneranno di notte.
    C’è un’esaltazione penosa a vincere competizioni come tornei estivi, dove dovrebbe essere solo una festa o un modo per davvero coinvolgere tutti.
    Si vedono delle cose nell’ambiente del calcio giovanile che sono veramente ridicole al limite della deviazione mentale.
    Ma le società cosa devono conquistare: i diritti tv?
    Ci sono ragazzi sopravvalutati e ragazzi sottovalutati.
    Ci sono ragazzi egoisti, che pensano solo a se stessi, che non la passano mai, che sono maleducati ma giocano.
    Ci sono ragazzi altruisti, che fanno quello che gli dice l’allenatore, ma siccome gli dice di fare cose sbagliate, poi la squadra perde e vengono rimessi in panchina a vita.
    Ci sono ragazzi che talmente spremuti, arrivano agli esordienti e lasciano il calcio, non è più un gioco.
    Ci sono ragazzi che non vengono inseriti nel gioco e lasciano il calcio senza nemmeno capire se potevano giocarci, a causa delle idee fisse di allenatori.
    Ci sono ragazzi che si fanno le pettinature da giocatori di seirie a.
    Ci sono ragazzi che non studiano perchè vogliono solo sfondare nel calcio.
    Non c’è niente di male a vincere, ma c’è molto di male a ESCLUDERE i ragazzi.
    Se dei ragazzi non giocano mai, non possono crescere, non possono migliorare, non possono partecipare.
    Gli allenatori che giocano solo per vincere non dovrebbero allenare ragazzi ma solo la prima squadra, perchè non sono adatti al ruolo.

    • Pubblicato il 10 ottobre 2015 alle 10:12 | Permalink

      grazie dell’interessante e molto condivisibile intervento.
      purtroppo il calcio giovanile è pieno di persone e cose “sbagliate”.
      Che non fanno altro che rovinare i bambini, il gioco, l’ambiente.
      Ma c’è chi – come me e credo te – non si abbatte.
      E lavora per la direzione opposta. Perchè il calcio deve restare solo un gioco. Il più bello di tutti.
      ciao

  18. Mamma
    Pubblicato il 30 maggio 2017 alle 09:28 | Permalink

    E’ passato del tempo da quanto scritto in precedenza e ancora oggi il problema è attuale. Non mi riferisco all’oratorio e all’allenatore in questione ma ad una altro oratorio e ad un altro allenatore di una squadra di pulcini che per tutto il campionato e ora nei tornei estivi fa giocare sempre e solo i migliori e alle rimostranze dei genitori dei bambini panchinari che ogni volta si illudono di poter giocare e di fare parte di una squadra risponde: “cosa vuol dire che è la squadra dell’oratorio .. è una squadra di calcio e nel calcio bisogna vincere. Per vincere devo far giocare i migliori. Se faccio giocare quelli meno bravi e poi la squadra perde, quelli bravi vengono da me a lamentarsi e io cosa gli dico?”
    Premetto che questa è la mentalità anche della dirigenza dell’oratorio calcio …
    Quest’anno infatti il campionato è stato vinto ma 3 bambini hanno abbandonato uno sport che amano dopo la disillusione vissuta durante tutta la stagione oltre naturalmente alle prese in giro subite dai compagni. E bambini che amano il calcio dove possono andare a giocare se l’oratorio ha questa politica???
    Da mamma sono triste e amareggiata … per i bambini che non hanno giocato ma anche per quelli che si ritengono campioni e che al termine di ogni partita, anche se vinta, hanno il coraggio di prendersela con il portiere se ha subito qualche gol !!!!

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